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Cos’è il taravana e come si manifesta?

Taravana è un termine di origine Polinesiana che nella lingua dell’arcipelago delle Tuamoto vuol dire Pazzia (Tara=cadere; Vana=Pazzia). Fu riportato in ambito scientifico e legato al mondo delle immersioni in apnea nel 1958 dal Dr E. R. Cross per definire una sindrome caratterizzata da disturbi di carattere neurologico come: vertigini, paralisi, paresi, difficoltà visiva, uditiva, stato confusionale, perdita di memoria o sintomi similari nelle pescatrici giapponesi di spugne, le famose pescatrici AMA. Da allora sono stati prodotti alcuni lavori scientifici su quest’argomento derivati dall’osservazione di casi molto simili a quelli delle AMA occorsi a pescatori subacquei in apnea che si immergevano a profondità considerevoli con frequenza elevata, ed  a recordman che si allenavano a profondità di oltre 100 metri. In questi lavori si riconosce una somiglianza tra i sintomi del Taravana e le manifestazioni della classica malattia da decompressione (MDD) che può verificarsi a chi si immerge con autorespiratore. Nonostante le innumerevoli differenze nelle risposte fisiologiche tra immersione con autorespiratore e in apnea  in questi primi lavori si suppone un meccanismo patogenetico simile tra le classiche MDD degli Scuba e le manifestazioni neurologiche del Taravana. In pratica, secondo queste prime considerazioni, anche in apnea immersioni ripetute a quote elevate potrebbero esporre il nostro organismo a un accumulo di azoto nei tessuti con possibilità di formazione di bolle gassose nel sangue venoso e in caso di shunt tra circolazione Dx e Sx, il loro passaggio nella circolazione sistemica.

E’ davvero così? Ci sono prove a sostegno di quest’affascinante teoria e soprattutto ci sono altre teorie?

Nuovi recenti dati sembrano offrire altre possibilità per spiegare il fenomeno.

Perché è importante compilare il questionario correttamente?

Dalla volontà di progredire negli studi di questo fenomeno ed arrivare alla piena comprensione dello stesso nasce la presente indagine.

Più numerosi sono i casi di studio, più aumenta la possibilità di trovare risposte adeguate agli interrogativi ancora irrisolti.

DAN, FIPSAS e Apnea Academy hanno deciso di collaborare in questo progetto di ricerca e il questionario è stato redatto anche grazie all’esperienza della Dott.sa Mariasilvia Amaddii, medico federale FIPSAS e del Dott. Danilo Cialoni, ricercatore per la DAN Europe.

La prima tappa è dunque quella di rilevare il maggior numero possibile di casi e persone che hanno avuto o sospettano di aver avuto almeno un episodio che può rientrale nella casistica. In tal senso è stato creato un questionario che in modo semplice può consentire ad ognuno di raccontare il proprio incidente sospetto (si possono inserire fino a 4 episodi). In una seconda fase (del questionario) di approfondimento è anche possibile raccontare le proprie attività sportive e le proprie prestazioni sempre nell’ottica di fornire informazioni utili a capire le circostanze dell’incidente o degli incidenti occorsi.


Istruzioni per la compilazione del questionario

Il questionario è organizzato in 2 fasi distinte

FASE 1 – obbligatoria

Questa fase è fondamentale e consente di descrivere i sospetti incidenti di Taravana (si possono inserire fino a 3 episodi) e di lasciare dati e consenso per un successivo contatto utile ad un eventuale approfondimento. Per la compilazione sono necessari dai 3 ai 5 minuti.

FASE 2 – facoltativa

Questa fase è importante perché consente di rilasciare alcune informazioni sulle proprie abitudini e attitudini sportive, utili poi a chiarire le circostanze degli incidenti precedentemente descritti. Per la compilazione sono necessari dai 4 ai 6 minuti.

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